domenica 13 luglio 2008

[REVIEW] Le Bataclan: Paris, France (30.6.2008)


Quello che vi presentiamo oggi è l'intenso racconto dell'esperienza vissuta da Marco, un frequentatore del nostro blog, al concerto dei Crows tenutosi lo scorso 30 Giugno a Parigi. Nell'augurarvi una buona lettura, cogliamo l'occasione per ringraziare calorosamente l'autore. Di seguito vi proponiamo anche tutto il materiale fotografico fornito dallo stesso Marco. Enjoy! :-)




Appena leggo sul sito dei Counting Crows che durante l'estate avrebbero affrontato un tour europeo, subito vado a vedere se, per miracolo, avessero programmato anche una data in Italia. Incredibilmente il nostro paese figura nella lista, ma la dolce sorpresa nasconde subito un retrogusto amaro: Adam e soci saranno presenti solo all'Heieneken Jammin Festival a Mestre e ovviamente non sono certo il gruppo di punta della serata. Faccio un attimo due calcoli: andare fin là in treno mi costa un sacco di soldi, poi dovrò trovare un posto per dormire, il prezzo del biglietto non è bassissimo, considerato che suoneranno poco (anche se i Police mi avrebbero lungamente consolato!) e poi ci sarà una miriade di gente, chissà se li vedrò bene... Un po' abbattuto mi rassegno al triste destino, del resto per i Counting Crows questo e altro, non li ho mai visti, li aspetto da anni e per una volta che vengono in Italia non posso farmeli scappare, anche a costo di vederli col binocolo mentre suonano una manciata di brani.

Quasi per gioco mi metto a sbirciare tra le altre date europee ed ecco sbucare tra Olanda, Polonia e altri luoghi non proprio dietro l'angolo, la fatidica data: 30 Giugno, Le Bataclan, Paris. Un barlume di speranza si riaccende in me e vado subito ad informarmi sui biglietti; 35 euro, non male! Guarda caso ho un amico che studia a Parigi, magari potrebbe ospitarmi. Ancora non mi faccio troppe illusioni, magari il biglietto aereo costa una fortuna. Vado sul sito della Ryanair, facendo gli scongiuri e le mie preghiere vengono esaudite: 50 euro andata e ritorno da Pisa a Paris Beauvais!!! Meno del treno per Mestre!!! Incredibile! Immediatamente chiamo il mio amico e gli espongo la questione. Lui si rivela subito disponibilissimo, dice che posso fermarmi anche qualche giorno in più e addirittura si offre di andare lui stesso ad acquistarmi il biglietto, dato che il teatro si trova a circa un quarto d'ora a piedi da casa sua! Meglio di così non poteva andare. Pochi giorni dopo mi richiama: "Il biglietto è in cassaforte! Ci vediamo presto!".

Passano i giorni e io ancora non ci credo, un concerto intero dei Counting Crows e per di più a Parigi, la mia città preferita. Il 29 Giugno parto, armi e bagagli, diretto verso la Ville Lumiere. Ci sono già stato tre volte, ma la novità è un'altra: è la prima volta, in vita mia, che viaggio da solo all'estero. Alle otto di sera sono in città, il mio amico vive in un monolocale nella zona di Bastille. La casa è piccola ma accogliente e poi sono troppo felice: il mio primo viaggio tutto solo, nella mia città preferita, a vedere il mio gruppo preferito. Davvero non potrebbe andare meglio. Quando finalmente ho il biglietto in mano, mi sento come se stringessi tra le dita un sogno che si fa sempre più concreto. Domani li vedrò, vedrò le persone che da anni mi regalano brividi con le loro melodie, i folli narratori di storie assurde e senza senso, in cui io mi rispecchio alla perfezione. E poi lui, Adam Duritz, colui che con le sue visioni, le sue allucinazioni, le sue sofferenze e le sue gioie, sembra raccontare di me e dei miei stati d'animo, meglio di chiunque altro.

La mattina del 30 Giugno, vado a perdermi un po’ nei meravigliosi viali parigini. C'è un caldo insostenibile, ma il pensiero del concerto mantiene la mia mente fresca e leggera. Verso le 17:30 mi avvio verso Le Bataclan. Il concerto inizia alle 19:30 e non credo ci sarà molta gente in fila. Errore: appena arrivo ci saranno piò o meno una cinquantina di persone davanti all'ingresso. Mi metto in coda e sento che qualcuno parla italiano. Pensavo di essere l'unico pazzo e invece scopro di non essere solo! Quando si aprono le porte del teatro, il mio primo istinto è quello di correre e spintonare, ma subito mi viene ricordato che non siamo in Italia; la fila procede lenta e calma, la gente non scalpita e nessuno cerca di passare avanti. Io non so che tipo di biglietto abbia, non è numerato e c'è scritto solo "Categorie 2", ma ci sono biglietti per la platea e per gli spalti. Spero di non finire troppo lontano. Varco la porta e quasi mi prende un colpo: in platea non ci sono posti a sedere, non è un teatro come pensavo, ma una sorta di locale, un club attrezzato per i concerti. Ma soprattutto, ci saranno si e no due file di persone di fronte al palco e questo significa che sono davanti!!! Mi avvicino, mi siedo per terra e ancora non ci credo, è troppo, la distanza tra me e il palco sarà meno di un paio di metri. Dietro di me sento parlare italiano di nuovo; sono una coppia di Modena, anche loro venuti apposta per i Counting Crows, approfittandone per farsi qualche giorno di vacanza a Parigi. Ci mettiamo a conversare e scopro che ci sono anche altri italiani sparsi per Le Bataclan.

La gente continua ad entrare e fa sempre più caldo. Alle 19:30 ecco arrivare puntualissimo il gruppo di apertura. Si tratta di DB Clifford, un cantautore francese che canta in inglese. E' accompagnato da un bassista e un batterista, mentre lui suona la tastiera. Lo stile è un po' alla Maroon 5 e alla John Mayer dei primi album e le canzoni sono tutte un po' troppo simili, ma si ascolta comunque volentieri e il pubblico li accoglie calorosamente. Finito il loro show, passa una mezz’oretta in cui i tecnici preparano il palco, accordando gli strumenti e provando i suoni. Qualcuno attacca la scaletta per terra, ai piedi del microfono e non resisto a fotografarla. Non voglio vederla per non rovinarmi la sorpresa, ma poi cedo. Io spero vivamente che facciano "Round here", la mia preferita in assoluto, ma scopro con dispiacere che non è presente. Pazienza, me ne farò una ragione.

Ecco che le luci si abbassano. Il pubblico comincia a gridare. Entra per primo Jim alla batteria, poi gli altri. Tranquillamente salutano e prendono posizione, poi ecco arrivare Adam. lo sguardo malinconico, le occhiaie, i dreadlock arruffati. Indossa una maglietta dei Dead Boys. E' davvero vicino, la cosa fa impressione. Va verso il microfono senza dire una parola. Immy comincia a suonare la chitarra acustica e Adam ad occhi chiusi intona: "Wasted time running scared when all a love needs is to be believed in...". Sono invaso dai brividi. Le gente canta a squarciagola ed io quasi mi commuovo: "Come...now...Lose your mind a Le Ballet d'Or...". In acustico la voce di Adam è ancora più bella e profonda. Come canzone iniziale è un po' strana, di solito si tende a partire col botto. Ma ecco che l'atmosfera cambia rapidamente; tocca a "Have you seen me lately" scaldare il pubblico, che di certo non si tira indietro. Adam canta "Could you tell me one thing you remember about me?" una domanda che per quanto mi riguarda non ha bisogno di risposte! Si procede senza interruzioni e "Hanging tree" continua a farci muovere: "...And you wait for someone warm to come inside and then you freeze to death alone...". Beh, magari non sarebbe bello congelare fino alla morte, ma un po' di refrigerio non guasterebbe, data la temperatura equatoriale!

Adam salta, inciampa, gira senza vedere dove va a sbattere, beve acqua per poi sputarla in aria, volteggia sulle casse poste davanti al palco, addirittura cade all'indietro e quasi urta Immy, ma subito si rialza, nascondendo un sorriso imbarazzato e prosegue nelle sue bizzarre acrobazie. Alla terza canzone è già sudatissimo, ma del resto anche noi! Ancora non dice nulla, ma non ce n'è bisogno; la chitarra elettrica parte con il riff che ormai è il marchio di fabbrica dei Crows e Le Bataclan esplode: "I was down at the new Amsterdam staring at this yellow haired girl, Mr. Jones strikes up a conversation with a black haired flamenco dancer...". Un po' canta, un po' parla, si fa cantore e narratore, mima, scherza, è irrefrenabile "...when everybody loves me I will never be lonely...". Qui davvero tutti lo amiamo e glielo dimostriamo, cantando ogni singola parola, così forte che quasi la sua voce non si sente più. Alla fine della canzone è lui stesso a dire "I'm not talking too much tonight..." ma la cosa non ha importanza per noi. Il piano attacca struggente e Adam si ricompone, la voce trema e quasi sussurrando ammette: "I am colorblind...coffee black and egg white...". E' molto serio e sembra emozionarsi fino alle lacrime; si guarda le mani, si stringe nei pugni, chiude gli occhi più che può, mentre il sudore gli riga il volto. "...I am ready...I am ready...I am ready I am...fine..." ogni suo gesto esprime ancora di più le sue parole. Il pubblico lo contempla, rapito. Un applauso scrosciante accompagna l'inizio del nuovo pezzo. La batteria apre la strada a piano e chitarra, per un intro inconfondibile: "My friend assures me it's all or nothing...I am not worried I am not overly concerned...".

Ma è di nuovo tempo di rockeggiare e "Cowboys" di certo non delude le aspettative. Mr. Duritz torna a saltellare in bilico, al limite del palco, rischiando più volte di caderci adddosso! "...I will make you look at me..." Questo è certo! La sua figura è talmente ipnotica che quasi non mi godo il concerto: non canto, non ballo, non urlo, sono troppo preso ad osservare lui e il suo modo di interpretare le canzoni. L'emozione che riesce ad esprimere è incredibile, ogni sua espressione, ogni suo movimento dona ancora più intensità alle canzoni. Sul finale, si mette in piedi su una cassa, con le mani fa il gesto della pistola, se la punta alla tempia, chiude gli occhi e con il botto conclusivo finge di spararsi per poi buttarsi all'indietro, cadendo a terra e restando sdraiato. Comincia a parlare del fatto che i giornali spesso gli attribuiscono falsi flirt, poi si rialza e dice "I just want to have a good time" annunciando il pezzo successivo. Il pubblico ascolta in silenzio, ma la serietà viene subito meno e "Mrs. Potter's lullaby" riporta l'allegria nel teatro. Adam si scambia occhiate e sorrisi con David, che mentre suona la chitarra gli fa il controcanto. Sul finale di ogni ritornello, ci incita a cantare, porgendo il microfono verso di noi, che senza esitazione gli rispondiamo a squarciagola "Won't you TALK TO ME!!!". L'atmosfera rimane spensierata con "Big yellow taxi" e "Accidentally in love", mentre la gente salta a suon di "Come on, come on". Subito però torniamo a commuoverci con "Recovering the satellites". Adam davvero vive con tutto il corpo ogni frase che intona ed ora è come se ci parlasse, come se ci chiedesse direttamente: "Do you see yourself in me?". Noi siamo pronti a rispondergli con la nostra emozione e per cinque minuti tutti si sentono un po' "Crazy babies" o "Little monkies" o semplicemente "So fucked up...you and me". Ci viene brevemente spiegato il senso di "Saturday Nights & Sunday Mornings" e si torna in acustico con "On almost any sunday mornings".

I Crows dimostrano una grande versatilità musicale, alternandosi ai vari strumenti, dal mandolino all'armonica a bocca, dalla fisarmonica al contrabbasso. Adam annuncia il prossimo brano, chiarendo che non vuole che sia frainteso come una canzone d'amore, dato che in realtà parla del commettere spesso gli stessi errori in una storia e di non poter fare a meno di ricaderci ogni volta. Si tratta di "You can't count on me" che seguita da "Sundays" riporta l’allegria tra la folla e sul palco, con lui che torna a saltellare sulle casse, divertito. Nei momenti di pausa gli urlano continuamente e Adam chiede: "Siete tutti francesi?". Si scopre così che ci sono persone da molti paesi diversi, soprattutto spagnoli, qualcuno dei quali gli lancia una maglietta con la scritta "Espana", che lui accetta rispondendo: "Sei sicuro di volermela regalare? E' un anno importante per il vostro paese!". La gente grida: "Adam I love you!" e lui scherza dicendo: "Yeah, I know how you feel, I love me too! It's deep, isn't it?!" e ancora non smette di scherzare quando dice: "Ok basta, torniamo a qualcosa di più triste. Ad esempio le mie canzoni!". Si avvicina al piano e torna a donarci brividi con "A long December", ma è di nuovo la volta di scatenarsi, ballando e cantando su "Hanginaround".

La band esce di scena, tra gli applausi, ma subito dopo torna per il gran finale. Adam sorride e ammette di essere molto stanco, ma afferma che è giusto che sia così, dato che gli piace dare il massimo sul palco. Si è cambiato la T-Shirt, sostituendo i Dead Boys con la copertina di "London Calling" dei Clash. Si riparte in acustico, con una toccante "Washington Square" e poi ci introduce alla canzone successiva, dicendo che nonostante tutto: "I will come around, they will come around, YOU WILL COME AROUND!!!". "Hard candy" sembra poi chiudere la serata, con noi che instancabili, ci lanciamo nei vari "GO ASK HER!!!" ma, per il momento dell'addio, c'è una speciale conclusione non prevista in scaletta. Il piano inizia a suonare, il pubblico la riconosce e grida, lui ringrazia e poi: "Got no place to go, but there's a girl waiting for me down in Mexico...". "Holiday in Spain" accompagna il loro e il nostro saluto; ad Adam, ai Crows, a noi stessi, che in coro "lasciamo le nostre ali dietro di noi" per poi, assieme a loro, "volare verso qualcosa di nuovo".

Sono stremato e completamente bagnato di sudore, ma l'emozione che porto dentro non mi abbandona. Saluto gli amici italiani, con cui scambio gli indirizzi e-mail. Esco e trovo sollievo nell'aria della sera Parigina, sono leggero e felice, mi avvio verso casa soddisfatto, in attesa di sognare ancora, in nuovi "Sabati sera e domeniche mattina" da vivere con Adam e il suo splendido gruppo di Artisti.

Marco


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NOTA: il sito richiede la registrazione gratuita





10 commenti:

Dario ha detto...

uno di quei italiani di cui sentivi la voce sono io...dario..da palermo per loro..le stesse emozioni, sia per parigi sia per round here che non hanno cantato :(Adam non era in gran forma..sta di fatto che prima del concerto sono usciti tutti i componenti della band eccetto lui..cmq grandi emozioni e gran caldo..per mantenere vivo il ricordo mi sono aggiudicato su ebay la scaletta del concerto scritta a mano da adam e firmata da tutta la band!!! mi è costata + di tutta la trasferta parigina...ma è un pezzo di storia. ciao a tutti.
dario

iletta83 ha detto...

Ciao Marco, complimenti per il reportage! Scritto ottimamente e molto molto dettagliato. Mi sembrava di essere lì, mi hai fatta emozionare!
Adam è un piccolo grande uomo.

Sara ha detto...

...e io aggiungo che ero letteralmente davanti Adam e che sopra la scaletta gli abbiamo messo un foglio con su scritto "Please, Round here!" quando ci siamo accorti che non era presente in scaletta... Adam l'ha pure notato, ma ci ha detto che non l'avevano provata e che non era nel "mood" giusto, più o meno..

Concerto stupendo, rivissuto ancora una volta con questo tuo splendido resoconto.. Sai che siamo pure stati nello stesso aereo da pisa?? ;)

Sara ha detto...

mi sono dimenticata di una cosa, Marco.. se avessi atteso una mezz'ora dopo la fine del concerto, i CC sono usciti TUTTI e sono stati con noi per un buon tre quarti d'ora, a parlare di tutto, a fumarsi una sigaretta con noi (Io l'ho offerta a Dan, meraviglia di uomo! ahahaha!) e fare foto...
Ho gli autografi di tutti e lo stesso vale per le foto.. quando mi sono avvicinata ad Adam per lo scatto di una foto, mi sono successivamente allontanata un attimo per vedere come fosse venuta, e mi sono sentita chiamare da dietro da nientepopodimeno che Adam stesso che si sincerava della buona riuscita.... incredibile incredibile, se ci ripenso ancora non ci credo.. :)

marco ha detto...

Cara Sara, forse preferivo non saperlo! E pensare che ogni volta che vado ad un concerto, aspetto un po' fuori nella vana speranza di incontrare qualcuno... e stavolta non l'ho fatto! Si vede che il caldo mi ha dato alla testa! Comunque spero di avere altre occasioni, per ora mi mangio le mani da solo! : ) Eri sul mio stesso aereo? Ma sei toscana pure tu? ragazzi qui dobbiamo conoscerci! Tutti questi fans dei Counting Crows sparsi per l'Italia che se ne vannoa a vederli all'estero soli soletti... Dovremmo fare un raduno nazionale! Perchè voi del blog non organizzate qualcosa? ; )

Anonimo ha detto...

mi aggiungo anch'io alla lista dei toscani al bataclan....magari se lo sa il manager dei conunting crows che siamo cosi tanti li porta al Viper alle piagge di Firenze

Vincent Freeman

sara ha detto...

non son toscana, ma la ryan aveva voli appetitosi da lì! :P cmq ci vengo spesso..
questo è stato il mio primo concerto all'estero, ed è stata un'esperienza fantastica, lontana anni luce dalle nostre realtà. all'HJF non sarei mai andata, sapendo poi che avrebbero suonato poco e presto.. :(
un raduno? perché no? ;)

Dario ha detto...

X MARCO
ciao marco mi puoi dare la tua email?
la mia è dariocottone@gmail.com
grazie

marco ha detto...

La mia mail è marco_84@cheapnet.it scrivete pure fa sempre piacere conversare con altri fan dei Counting Crows! Fatevi sentire numerosi!!! : )

Roberto ha detto...

Ciao a tutti.

Ho scoperto stasera questo blog. Scusate il ritardo.

Questo post mi ricorda tanto ciò che mi è accaduto in un concerto dei CC a Milano, al Rolling Stones, credo nel 96 (o 97??). Poca gente, palco vicino, la band a pochi centimetri, il suono che mi trapassava come un'onda. Non ci potevo credere. Pensavo una cosa del genere non potesse più accadere (non li ho più rivisti live e mi immaginavo platee molto più vaste e "fredde"), ma adesso mi avete riacceso la speranza di rivivere in un prossimo concerto le stesse emozioni

Qualche settimana fa il fan club della Dave Matthews Band ha convinto la band - a furia di migliaia di email - a tornare in Italia. Il concerto c'è styato ed è stato strepitoso ed emozionante.

Credo che le band si basino sulla percezione della base di pubblico potenziale per scegliere le tappe del tour (e non credo che le statistiche di dischi venduti in Italia aiuti per scegliere il nostro paese). Forse se organizziamo un martellamento mirato al loro management nelle prossime date ci scappa qualcosa. Che ne dite?

Grazie mille per questo sito. Adesso mi aiuterà a tenere un contatto con gli amanti di questa strepitosa band.

Roberto

PS non è che qualcuno ha un bootleg di quel favoloso concerto degli albori dei CC? Ci ho lasciato il cuore